Amnesty TorinoSud

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contratto - capestro per gli inglesi (Pechino2008)

14:04, Wednesday 13 February 2008 .. Inviato inMondo .. 0 commenti .. Link

VI SEGNALIAMO QUESTO ARTICOLO:

 

Il comitato olimpico britannico ha scritto un documento di 32 pagine
che dovrà essere controfirmato. pena l'esclusione

 

"Atleti, niente politica a Pechino"
Contratto-capestro per gli inglesi


LONDRA - Gli atleti inglesi dovranno firmare un impegno scritto a non criticare il governo cinese: il "Mail on Sunday" ha pubblicato un documento scritto di 32 pagine, che dovrà essere accettato da tutti i componenti della rappresentativa britannica.

Una polemica del genere era scoppiata anche in Italia: fu Amnesty a sollevare il problema. Ma il Coni ha sempre dichiarato che non esisteranno limitazioni del genere per gli atleti azzurri. La stessa associazione definisce "contraria allo spirito olimpico" la scelta inglese, già adottata da Belgio e Nuova Zelanda.

Da parte sua, il governo cinese ha lanciato una serie di "warning" sull'uso di simboli religiosi durante la manifestazione sportiva di agosto. Pechino teme iniziative degli adepti della Falun Gong e dei dissidenti tibetani. E proprio in solidarietà con il Tibet, il principe Carlo d'Inghilterra ha dichiarato che non presenzierà ai Giochi.

La British Olympic Association (Boa) nega di essere mossa da intenti censori e sostiene di essersi limitata a richiamare l'attenzione degli atleti sul divieto della "propaganda politica, religiosa o razziale", espressamente sancito dalla carta del comitato olimpico internazionale.

Simon Clegg, direttore esecutivo di Boa, ha sostenuto che numerose associazioni politiche spingono affinchè gli atleti usino le Olimpiadi di Pechino come "veicolo per pubblicizzare le loro cause" e "ciò è contrario all'interesse della squadra".

Secondo il segretario del Coni Raffaele Pagnozzi, l'iniziativa inglese è controproducente. "Sarebbe stato meglio arrivare a una indicazione comune". "In ogni caso noi non censuriamo nessuno -ha continuato. I nostri atleti mostreranno il rispetto che devono anche a Pechino, così come è sempre avvenuto in tutti i paesi. E naturalmente tutti saranno liberi".
La canoista Josefa Idem, che disputerà la sua quinta Olimpiade in maglia azzurra (7 in totale), giudica "indelicata" la decisione del Comitato olimpico britannico. "Anche perché finisce per pesare solo sugli atleti. Prima di assegnare i Giochi, il Cio sapeva tutto della situazione dei diritti umani in Cina".


10 febbraio 2008
la Repubblica.it

 



San Valentino

11:57, Tuesday 12 February 2008 .. 0 commenti .. Link

In occasione della Festa di San Valentino del 14 febbraio, alcuni fiorai torinesi hanno aderito all' iniziativa promossa da Amnesty, proponendo ai loro clienti di accompagnare gli omaggi floreali con un cartoncino che promuove, sia la campagna "Mai più violenza sulle donne" che la "campagna del fiocco bianco", pensata per incoraggiare gli uomini a testimoniare il loro impegno in favore dei diritti delle donne.
Inoltre nella stessa giornata alcuni attivisti saranno presenti con un punto informativo, dalle ore 14.00 alle ore 19.00, in via Garibaldi angolo via XX settembre (oppure sotto i portici di via Roma all'altezza della FNAC in caso di maltempo); qui sarà possibile firmare appelli in favore di donne e acquistare piccoli doni "alternativi" di San Valentino.

 

Per informazioni e-mail: gr238@amnesty.it



io sono un'attivista

16:07, Saturday 9 February 2008 .. 0 commenti .. Link

Io sono un' attivista perché un mondo migliore è possibile.
Io sono un' attivista perché vedrai che cambierà.
Io sono un' attivista perché tutti gli uomini nascono uguali in dignità e diritti.
Io sono un' attivista perché tutti gli uomini non sono uguali in dignità e diritti.
Io sono un' attivista perché li ho visti, al gelo, montare un tavolino.
Io sono un' attivista perchè è gioia e rivoluzione.
Io sono un' attivista perché ho paura del filo spinato.
Io sono un' attivista ma babbo, non ridere, ti prego.
Io sono un' attivista perché balbetto.
Io sono un’attivista perché so volare.
Io sono un' attivista perché “dolce Remì, piccolo come sei”.
Io sono un' attivista perché Pinochet e Stalin e Saddam e Hitler…
Io sono un' attivista perché avanti popolo, alla riscossa.
Io sono un' attivista perché so sognare.
Io sono un' attivista perchè ho smesso di sognare.
Io sono un' attivista perché non dimentico gli occhi di quella bimba vietnamita col mitra in mano.
Io sono un' attivista perché ascolto Guccini.
Io sono un' attivista perché era vietato ascoltare Guccini.
Io sono un’attivista perché il ragazzo di mia sorella la picchiava.
Io sono un' attivista perché erano tutti dentro un fosso, nudi e sporchi e contorti e così magri.
Io sono un' attivista perché faceva “tok” il bastone della Police sulla testa di Carlo.
Io sono un’attivista perché mamma non mi ha mai spazzolato i capelli.
Io sono un’attivista perché avevo troppi brufoli ed il seno non cresceva.
Io sono un' attivista perché la mia piccola dice ammèsi tennàssciò.
Io sono un’attivista perché non posso avere un bimbo.
Io sono un’attivista perché zio mi prendeva sulle ginocchia e mi faceva il solletico in parti strane.
Io sono un' attivista perché ero innamorato di Maria.
Io sono un' attivista perché Maria guardava tutti tranne me.
Io sono un' attivista perché la strega di Biancaneve mi piaceva.
Io sono un’attivista perché tremavo davanti alle croci rosa.
Io sono un' attivista perché le cicatrici sulla pelle dei neri non riesco a guardarle.
Io sono un' attivista perché passo ogni giorno davanti ad un CPT.
Io sono un' attivista perché ho un dolore, piccolo, che non dirò mai a nessuno.
Io sono un’attivista perché mi piacciono i cortei e ridiamo e balliamo e ci teniamo per mano.
Io sono un' attivista perché giro giro tondo.
Io sono un' attivista perché com’è bello, il mondo.
Io sono un’attivista perché sono sovversiva.
Io sono un' attivista perché John Lennon ha gli occhialini come i miei.
Io sono un' attivista perché mi piace il profumo del Rapporto Annuale.
Io sono un' attivista anche se non ho mai letto il Rapporto Annuale.
Io sono un' attivista perché ad Italia-Camerun, tifavo Camerun.
Io sono un' attivista perché perdevo sempre a giocare con le figurine.
Io sono un’attivista perché è dolce il suono della voce di Gina Gatti.
Io sono un' attivista perché non serve maledire l’oscurità.
Io sono un' attivista perché è meglio accendere una candela.
Io sono un' attivista perché non mi arrendo.


    Domi Bufi
    Presidente Commissione Attivismo AI

 



Amnesty International: campagna in rete verso Pechino 2008

13:02, Wednesday 6 February 2008 .. Inviato inMondo .. 0 commenti .. Link
Questo l'articolo apparso un mese fa sul quotidiano La Stampa:
"Tra le richieste: riduzione della pena di morte e misure che tutelino
i diritti
LUCA ROLANDI
ROMA
6 - 1 - 2008
Un’efficace riduzione dell'applicazione della pena di morte, come primo passo verso la sua completa abolizione, è una delle richieste che Amnesty International sottopone al governo cinese in vista delle Olimpiadi di Pechino 2008.
Le altre richieste sono: applicare tutte le forme di detenzione in accordo con le norme e gli standard internazionali sui diritti umani e introdurre misure che tutelino il diritto ad un processo equo e prevengano la tortura; garantire piena libertà d'azione ai difensori dei diritti umani, ponendo fine a minacce, intimidazioni, arresti e condanne nei loro confronti; porre fine alla censura, soprattutto nei confronti degli utenti di Internet.

Per questo Amnesty International ha fortemente deplorato l'annunciato aumento dell'uso dell'iniezione di veleno come metodo di esecuzione delle condanne a morte in Cina e ha chiesto al governo di Pechino di accelerare il passo verso l'abolizione della pena capitale. Questo annuncio non solo giunge a poche settimane di distanza dall'adozione della risoluzione dell'ONU che chiede una moratoria sulle esecuzioni, va anche contro lo spirito della Carta olimpica, che pone la difesa della dignità umana al cuore del movimento olimpico. «Non c'e' nulla di degno o di umano nel fatto che lo Stato uccida, a prescindere dal metodo usato» – ha affermato Daniela Carboni, direttrice dell'Ufficio Campagne e ricerca della Sezione Italiana di Amnesty International. Il Segretariato Internazionale dell'associazione si è rivolto direttamente al vicepresidente della Corte suprema del popolo, Jiang Xingchang, sfidandolo a spiegare perché l'iniezione di veleno dovrebbe essere un metodo di esecuzione più umano della fucilazione. Un anno fa la Corte suprema del popolo ha ripristinato il proprio ruolo di revisione di tutte le condanne a morte emesse in Cina.

Questa decisione potrebbe significare una riduzione del numero delle esecuzioni. Amnesty International ribadisce l'assenza di trasparenza in materia di pena capitale rende tuttora difficile valutare se vi siano stati risultati positivi."

 

AI continua a ribadire e a portare avanti l'impegno preso. In un mese si è lavorato in modo intenso ma molto si deve ancora fare.

Per contribuire vi segnaliamo qui il link per firmare gli appelli urgenti

http://www.amnesty.it/campagne/pechino2008/appelli/

 


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convenzione per la protezione delle vittime di tratta

14:16, Friday 1 February 2008 .. 0 commenti .. Link

Oggi, 1° febbraio 2008, entra in vigore la Convenzione del Consiglio d’Europa per l’azione contro il traffico di esseri umani. Secondo Amnesty International, Anti-Slavery International e La Strada International, tre delle Ong che maggiormente si sono battute per ottenere questo risultato, si tratta di un grande passo avanti per proteggere i diritti delle persone intrappolate in un’attualissima forma di schiavitù.

Uno degli elementi maggiormente innovativi della Convenzione è che riconosce standard minimi di protezione alle vittime di tratta e favorisce in tal modo l'istituzione di percorsi che le riscattino da questa pratica evitando che siano trattate come criminali.

I 14 Stati che hanno finora ratificato la Convenzione (Albania, Austria, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Francia, Georgia, Malta, Moldova, Norvegia, Romania e Slovacchia) si sono impegnati a garantire maggiore rispetto e protezione dei diritti delle persone vittime di tratta.

Le tre organizzazioni auspicano che gli altri 33 Stati del Consiglio d’Europa (tra cui l’Italia) e l’Unione europea ratifichino senza ulteriore ritardo la Convenzione.

“È un peccato che l’Italia non faccia parte dei paesi che hanno contribuito all’entrata in vigore, della Convenzione, a meno di quattro anni dall’apertura alla firma. Come spesso accade, il nostro paese è sollecito nel firmare accordi internazionali ma lento in un modo imbarazzante nel ratificarli” – ha dichiarato Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International. “Ratificare presto la Convenzione vorrebbe dire anche rafforzare i principi e l’applicazione delle misure contro la tratta delle persone, previste dalla legge 228/03”.

 

Il testo della Convenzione è on line all’indirizzo
http://conventions.coe.int/Treaty/ITA/v3DefaultITA.asp




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