Amnesty TorinoSud

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Premio Amnesty Italia a Samuele Bersani

15:39, Thursday 5 April 2007 .. Inviato inPiù diritti più sicurezza .. 0 commenti .. Link
Samuele Bersani, col brano “Occhiali rotti”, è il vincitore della quinta edizione del Premio Amnesty Italia, indetto dalla Sez. Italiana di Amnesty International e dall’Associazione Culturale “Voci per la libertà” come riconoscimento per il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel 2006.

Il testo parla del terribile assassinio di Enzo Baldoni, dimenticato forse un po’ troppo presto dai suoi connazionali.


Traduttore di fumetti, appassionato di Zen, amante delle vacanze ad alto rischio, Baldoni è diventato anche freelance per vocazione, pronto a raccontare su Linus, Specchio della Stampa, Venerdì di Repubblica le sue esperienze in giro per il mondo. Una vocazione nata per caso, nel 1996 in Chiapas, Messico. Baldoni conobbe il subcomandante Marcos, e da quel sodalizio nacque l'amore per il reportage.

Un amore che lo portò nelle fogne di Bucarest e in Birmania a testimoniare lo sterminio dei Karen. Andò poi vedere i massacri di Timor Est, e le sofferenza nel lebbrosario di Kalaupapa. Baldoni mangiò riso e ranocchi con la portavoce dei ribelli Aye Aye Khing, si perse nella giungla tailandese alla ricerca dei Fratelli Htoo, i gemellini di 12 anni che guidano l'Esercito di Dio vantando poteri miracolosi. In Colombia finì in un campo di guerriglieri delle Farc, conobbe una comandante sul cui capo pendeva una taglia di un milione di dollari, intervistò la cupola del movimento guerrigliero. Due anni più tardi, sempre in Colombia, venne sequestrato da un paio di ragazzini col mitra e riuscì a farsi liberare diventando amico del comandante che aveva ordinato la sua cattura.

Per giustificare questa sua passione tardiva, una volta disse: "Qualcuno pensa che io sia un mezzo Rambo che ama provare emozioni forti, vedere la gente morire e respirare l'odore della guerra come Benjamin Willard l'odore del napalm la mattina in "Apocalypse now", invece sono lontano mille miglia da questa mentalità, molto semplicemente sono curioso. Voglio capire cosa spinge persone normalissime a imbracciare un mitra per difendersi".

Andò in Iraq come giornalista freelance, venne rapito presso Najaf il 21 agosto 2004 dalle Armate Islamiche, un'organizzazione fondamentalista musulmana legata ad Al-Qaeda. Dopo un ultimatum all'Italia per il suo ritiro di tutte le truppe entro 48 ore venne ucciso: la data esatta ed il luogo per ora non sono certi.

Nel luglio 2005 la Croce Rossa entrò in possesso di un frammento di osso che si pensò potesse appartenere al corpo di Baldoni; questa ipotesi è stata confermata il mese successivo con i risultati delle analisi del DNA eseguite dal Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) dei Carabinieri.

Probabilmente resterà un caposcuola nell'uso del blog in Italia e all'estero. La sua conoscenza del mondo pubblicitario in termini di comunicazione efficace, concisa e corretta, associata alla sua esperienza dell'utilizzo delle tecniche informatiche e delle dinamiche delle comunità virtuali, lo pone ai massimi livelli di questa forma di comunicazione mediatica.

Il suo nick nel mondo digitale e nei suoi blog era Zonker, preso dall'omonimo personaggio della striscia fumettistica Doonesbury di Trudeau di cui Baldoni curava la traduzione italiana. La più famosa mailing list da lui creata si chiama infatti Zonker's Zone.

Mai in nessun blog precedente aveva ammesso come possibile la sua morte in uno dei suoi viaggi. Ma il primo giorno di attività del suo blog iracheno (Bloghdad), ebbe a scrivere:

 «Si è parlato molto di morte in questi giorni: della morte serena di Zio Carlo, filosofo e yogi, che forse sapeva la data del suo trapasso. Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch'io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L'indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato.»




                                         

Appena ricevuto il premio il cantante ha dichiarato : "Sono orgoglioso ed emozionato di vedermi attribuito un riconoscimento così importante da Amnesty, che rimane una delle poche bandiere di vera pace e giustizia, in un mondo sempre più dominato dagli interessi privati e guerrafondai di qualche "superpotenza". Ho scritto "Occhiali Rotti" pensando ad Enzo Baldoni: voglio dedicare questo premio ai suoi familiari, e il mio pensiero va a tutti quei reporter sparsi nel mondo che a rischio della loro pelle ci tramandano una verità senza filtri, raccontandoci il punto di vista dei deboli e di chi altrimenti non avrebbe voce".

La premiazione di Samuele Bersani avrà luogo a Villadose (Rovigo), nel corso della decima edizione del concorso musicale dal vivo “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”, in programma dal 17 al 23 luglio.







Fine

23:36, Monday 19 February 2007 .. Inviato inPiù diritti più sicurezza .. 0 commenti .. Link

Il processo di Milano sulla "presunta" extraordinary rendition compiuta dalla CIA in collaborazione con i vertici dell'intelligence italiana sta prendendo una strana piega. Documenti che sono parte integrante delle prove raccolte dai giudici di Milano che si tramutano (improvvisamente) in fascicoli Top secret, coperti dal segreto di stato in virtù di una riscoperta "ragion di stato", il conseguente conflitto di attribuzione sollevato dal Governo dinnanzi alla Consulta, l'accusa di esponenti del Governo attuale e precedente nei confronti dei giudici di Milano di aver compiuto intercettazioni illegali ai danni degli 007 italiani, il ministro della giustizia Mastella che dichiara che inizierà a pensare all'eventuale remota possibilità di estradizione per  i 26 agenti della CIA rinviati a giudizio "non fra qualche ora e nemmeno fra qualche giorno"...


...suona tutto molto strano purtroppo.


Ma su questo ci limitiamo a CONSTATARE, ad osservare confusi senza giudicare; a giudicare ci penserà la Consulta.

 

E' giunta oggi la notizia che Abu Omar è stato inserito nella "lista nera" della polizia egiziana. Tradotto: tutti i valichi di frontiera in egitto sono stati messi all'erta affichè il signor Hassan Mustafa Osama  Nasr (Abu Omar) non lasci il Paese; tradotto ancora meglio: Abu Omar non deve testimoniare al processo di Milano. Al divieto di proferire parola alcuna con la stampa si aggiunge dunque il divieto per Abu Omar di lasciare il Paese.

Speriamo a questo punto sia possibile depositare almeno una memoria scritta o programmare una trasferta degli inquirenti in Egitto...

 

Al di là del fatto che Abu Omar sia colpevole di qualche reato (di qualunque reato) restano  ferme due considerazioni, sulle quali, badate bene, ci giochiamo una grande fetta di civiltà:

1. Nessun Uomo, qualunque reato egli abbia commesso, deve essere soggetto a tortura

2. Se DAVVERO si vuole condurre una lotta al terrorismo in maniera efficace, la strada che si dovrà seguire è quella del rafforzamento dei valori fondanti la nostra società (se così proprio vogliamo dire) occidentale : il terrorre si sconfigge difendendo e rafforzando le nostre garanzie costituzionali delle libertà fondamentali  che rappresentano le migliori conquiste che le nostre "democrazie moderne" sono state in grado di affermare. Rispondere al terrorismo negando i nostri più profondi valori e principi di libertà è aver già perso.
Di nessun atto illegale compiuto da qualunque governo possiamo dunque dire: "il fine giustifica i mezzi". Soprattutto quando vi sono così gravi incertezze circa la condivisione del fine (la guerra viene fatta AL FINE di combattere il terrorismo? Quell'uomo viene torturato fino alla morte AL  FINE di combattere il terrorismo?), e quando vi è una totale arbitrarietà circa l'utilizzo dei mezzi.

Per questo con Amnesty ci impegnamo per affermare che più Diritti = più sicurezza. Per tutti. Se a prevalere sarà al contrario la logica del terrore, allora non vi saranno più dubbi: le conquiste di libertà che negli anni le nostre democrazie hanno conseguito, saranno allora rappresentate da quell' unica ed inequivocata parola

fine

 

 



Un voto molto importante - la diretta web

12:34, Wednesday 14 February 2007 .. Inviato inPiù diritti più sicurezza .. 1 commenti .. Link
Siamo finalmente giunti al voto per l'adozione del rapporto della commissione Giustizia e affari interni sulle extraordinary rendition al Parlamento europeo.
Il Commissario Frattini ha appena puntualizzato che libertà personale e sicurezza dei cittadini devono andare di pari passo...
...speriamo in un voto a larga maggiornaza.
Intanto segui la diretta dal parlamento europeo:
http://www.europarl.europa.eu/eplive/public/freetext_page_direct/20061120FTX00012-2101/default_en.htm


Relitti umani

01:00, Tuesday 13 February 2007 .. Inviato inPiù diritti più sicurezza .. 0 commenti .. Link

il silenzio

silenzio in cambio di libertà. Silence for freedom. questo è il contratto che a quanto sembra ha permesso la scarcerazione di Abu Omar da parte delle autorità egiziane.

Il silenzio è oggi una merce preziosa, una merce rara, una merce di scambio, in questo caso.

ma chi è stato torturato, umiliato e accusato spesso ingiustamente si autoinduce al silenzio. la prima reazione è di rabbia: urlo al mondo ciò che ho dovuto subire. ma il ricordo e la vergogna dell'umiliazione e della violenza ripetuta spinge a chiudersi in un gelido silenzio. a dimenticare, per non impazzire.

"Sono ridotto a un relitto umano", speriamo che Abu Omar trovi la forza, il coraggio e il sostegno necessari affinchè queste non rimangano le sue uniche parole riguardo quanto accaduto.

"Sono ridotto ad un relitto umano"
sono frasi che ti creano un fastidio interiore di fronte alle quali l'istinto di rifiuto ci spingerebbe a non approfondire per timore di quello che si potrà scoprire circa la società in cui viviamo e, in un certo senso, circa la nostra singola identità.
Andando contro a questo istinto, non ci riduciamo al silenzio: tutto può cambiare.

per noi è facile ma...
...rompere il silenzio di chi vuole dimenticare le sevizie subite in regime di tortura è quasi impossibile. Amnesty questo lo sa bene.

per questo Amnesty lavora per testimoniare, per dare voce a chi non può o non ha più forza di urlare la propria rabbia e il proprio dolore, per impedire che i governi o chi per loro possano agire al di fuori della legge, al di sopra dei diritti umani. Riducendo bambini, donne e uomini a relitti umani.


Decisamente di altro segno il silenzio del Sismi:

"Il silenzio del Sismi e' la prova della responsabilita' di Nicolo' Pollari. E' questo quanto hanno sostenuto i procuratori Armando Spataro e Federico Pomarici, titolari dell'inchiesta milanese sul rapimento dell'imam Abu Omar, replicando alla difesa dell'ex direttore del Sismi." Milano, 13 feb. [fonte: Adnkronos]


 



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