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contratto - capestro per gli inglesi (Pechino2008)VI SEGNALIAMO QUESTO ARTICOLO:
Il comitato olimpico britannico ha scritto un documento di 32 pagine
"Atleti, niente politica a Pechino"
Una polemica del genere era scoppiata anche in Italia: fu Amnesty a sollevare il problema. Ma il Coni ha sempre dichiarato che non esisteranno limitazioni del genere per gli atleti azzurri. La stessa associazione definisce "contraria allo spirito olimpico" la scelta inglese, già adottata da Belgio e Nuova Zelanda. Da parte sua, il governo cinese ha lanciato una serie di "warning" sull'uso di simboli religiosi durante la manifestazione sportiva di agosto. Pechino teme iniziative degli adepti della Falun Gong e dei dissidenti tibetani. E proprio in solidarietà con il Tibet, il principe Carlo d'Inghilterra ha dichiarato che non presenzierà ai Giochi. La British Olympic Association (Boa) nega di essere mossa da intenti censori e sostiene di essersi limitata a richiamare l'attenzione degli atleti sul divieto della "propaganda politica, religiosa o razziale", espressamente sancito dalla carta del comitato olimpico internazionale. Simon Clegg, direttore esecutivo di Boa, ha sostenuto che numerose associazioni politiche spingono affinchè gli atleti usino le Olimpiadi di Pechino come "veicolo per pubblicizzare le loro cause" e "ciò è contrario all'interesse della squadra". Secondo il segretario del Coni Raffaele Pagnozzi, l'iniziativa inglese è controproducente. "Sarebbe stato meglio arrivare a una indicazione comune". "In ogni caso noi non censuriamo nessuno -ha continuato. I nostri atleti mostreranno il rispetto che devono anche a Pechino, così come è sempre avvenuto in tutti i paesi. E naturalmente tutti saranno liberi".
Amnesty International: campagna in rete verso Pechino 2008Questo l'articolo apparso un mese fa sul quotidiano La Stampa:
"Tra le richieste: riduzione della pena di morte e misure che tutelino
i diritti LUCA ROLANDI
ROMA
6 - 1 - 2008
Un’efficace riduzione dell'applicazione della pena di morte, come primo passo verso la sua completa abolizione, è una delle richieste che Amnesty International sottopone al governo cinese in vista delle Olimpiadi di Pechino 2008. Le altre richieste sono: applicare tutte le forme di detenzione in accordo con le norme e gli standard internazionali sui diritti umani e introdurre misure che tutelino il diritto ad un processo equo e prevengano la tortura; garantire piena libertà d'azione ai difensori dei diritti umani, ponendo fine a minacce, intimidazioni, arresti e condanne nei loro confronti; porre fine alla censura, soprattutto nei confronti degli utenti di Internet.
Per questo Amnesty International ha fortemente deplorato l'annunciato aumento dell'uso dell'iniezione di veleno come metodo di esecuzione delle condanne a morte in Cina e ha chiesto al governo di Pechino di accelerare il passo verso l'abolizione della pena capitale. Questo annuncio non solo giunge a poche settimane di distanza dall'adozione della risoluzione dell'ONU che chiede una moratoria sulle esecuzioni, va anche contro lo spirito della Carta olimpica, che pone la difesa della dignità umana al cuore del movimento olimpico. «Non c'e' nulla di degno o di umano nel fatto che lo Stato uccida, a prescindere dal metodo usato» – ha affermato Daniela Carboni, direttrice dell'Ufficio Campagne e ricerca della Sezione Italiana di Amnesty International. Il Segretariato Internazionale dell'associazione si è rivolto direttamente al vicepresidente della Corte suprema del popolo, Jiang Xingchang, sfidandolo a spiegare perché l'iniezione di veleno dovrebbe essere un metodo di esecuzione più umano della fucilazione. Un anno fa la Corte suprema del popolo ha ripristinato il proprio ruolo di revisione di tutte le condanne a morte emesse in Cina. Questa decisione potrebbe significare una riduzione del numero delle esecuzioni. Amnesty International ribadisce l'assenza di trasparenza in materia di pena capitale rende tuttora difficile valutare se vi siano stati risultati positivi."
AI continua a ribadire e a portare avanti l'impegno preso. In un mese si è lavorato in modo intenso ma molto si deve ancora fare. Per contribuire vi segnaliamo qui il link per firmare gli appelli urgenti http://www.amnesty.it/campagne/pechino2008/appelli/
![]() Giorno della MemoriaIl "Giorno della Memoria" è stato istituito con la legge 211 del 20 luglio 2000, al fine di ricordare, da una parte, la data (27 gennaio 1945) dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz e commemorare la Shoah (in ebraico: “catastrofe”, “distruzione”, “desolazione”), le leggi razziali, la persecuzione, la deportazione, la prigionia e lo sterminio dei cittadini ebrei, dall’altra, tutti coloro che pur in campi e schieramenti diversi si opposero a quel folle progetto di genocidio, non esitando a salvare altre vite e a proteggere in condizioni difficili i perseguitati, anche mettendo a rischio la propria vita.
Per questo le parole d'ordine di questa giornata devono essere "per non dimenticare" quello che è stato il più grave crimine contro l'umanità compiuto nel secolo scorso, e "mai più", affinchè simili atrocità non si verifichino ancora.
Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International, in occasione del Giorno della Memoria, dichiara:
50.000 volt in corpoDopo la lunga pausa estiva riprendiamo il blog con delle immagini insopportabili... ...da questo ed altri video che girano in rete salta subito agli occhi come gli studenti che assistevano alla scena sono rimasti impassibili a ciò che stava succedendo ...senza parole...
Amnesty International turbata per l’uso delle pistole elettriche in Florida
Il valore della tua firma
Bellissimo spot-cartoon realizzato da Amnesty Francia.
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