Amnesty TorinoSud

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5 serate da scoprire

18:55, Friday 6 March 2009 .. Inviato inCinema dei diritti .. 0 commenti .. Link

Giovedì 12/3/2009 alle ore 21 seconda serata organizzata dal gruppo Amnesty International con tema "Mai più violenza sulle donne" in occasione della festa della donna.


La serata si terrà presso il centro culturale "MARZANATI" in via Cesare Battisti n.25 a Trofarello. Ingresso Libero.

Siete tutti invitati a partecipare.



Amnesty consiglia Rendition

01:11, Thursday 28 February 2008 .. Inviato inCinema dei diritti .. 0 commenti .. Link

Rendition, letteralmente "consegna" rende pubblica un'aberrante e poco conosciuta consuetudine che il governo degli Stati Uniti adotta nei confronti dei cittadini sospettati di terrorismo. La consegna straordinaria, infatti, è quella che vede coinvolto nel film Anwar El – Ibraimi (Omar Metwally), cittadino egiziano da anni residente in America e occupato nel settore dell'ingegneria chimica, precipitosamente arrestato dopo il ritorno da un viaggio di affari e trasferito in gran segreto in una località islamica per essere torturato e ridotto a condizioni disumane. Ad assistere al macabro spettacolo è chiamato Douglas Freeman (Jake Gyllenhall), agente della Cia addetto al reperimento delle informazioni durante gli interrogatori. Capo d'accusa: relazioni con frange del fondamentalismo radicale.
Incipit kafkiano per un
thriller classico e pieno di suspence, che assottiglia una volta ancora il limite fra documentario e finzione, lanciando un appello ai diritti umani che è insieme monito e condanna. Con un punto di vista piuttosto imparziale, Hood restituisce bene l'atmosfera presente nella polveriera orientale, montando il "girato" di due continenti e intrecciando le ragioni degli uni e degli altri, senza sbilanciarsi, né prendere parte. Attacchi terroristici, intrecci amorosi, congiure internazionali e veti politici, il tutto per una spy story che strapperebbe anche qualche applauso, se non nascondesse al suo interno peccaminose analogie con la realtà, piuttosto cruda, che si è palesata al mondo intero dopo l'undici settembre. Dal punto di vista narrativo tutto fila liscio, se si trascura qualche piccolo particolare che lascia qualche vuoto in sceneggiatura, riempito però dalla potenza evocativa delle immagini. Necessario e incredulo al punto giusto, lascia riflettere sul caos anarchico che gestisce il nostro tempo. Da vedere.

 

in uscita nelle sale il 29 febbraio!!!

 

 



Tutta la mia vita in prigione

11:19, Wednesday 30 January 2008 .. Inviato inCinema dei diritti .. 0 commenti .. Link

L'8 febbraio uscirà nelle sale In prison my whole life (tutta la mia vita in prigione), patrocinato da Amnesty International e distribuito da Fandango.

trama del film:

Il 9 dicembre 1981, mentre in Inghilterra veniva alla luce William Francorne, a Philadelphia un uomo veniva arrestato per il presunto omicidio di un poliziotto. L'uomo era Mumia Abu Jamal, un giornalista e attivista politico di colore che ad oggi è rinchiuso nel braccio della morte nonostante le accuse contro di lui non siano mai state accertate.
È la voce fuori campo di Mumia Abu Jamal in persona a introdurci al documentario che, attraverso la persona di William Francorne, ne narra la vita. Partendo dal penitenziario dove Mumia è incarcerato, il giovane inglese fa un viaggio indietro nel tempo nella Philadelphia dei feroci anni '60, '70 e '80, quando la polizia bombardava con gli elicotteri i sobborghi abitati dagli esponenti del gruppo radicale Move per ripulire la città.


Lungo il percorso socio-politico - che finisce per sfiorare persino le polemiche sollevate sul modus operandi del Governo a New Orleans (post Katrina) - il regista Marc Evans, con lucidità e prove alla mano, mostra come sia stato manipolato il processo per mettere a tacere per sempre "la voce dei senza voce". Sebbene Mumia sia il protagonista (oscurato) del documentario - da qualche anno è stato vietato riprenderlo - In Prison My Whole Life posa il suo sguardo su un paese di contraddizioni dove il sogno tanto declamato può svanire di fronte al colore della pelle e all'appartenenza politica.
L'inchiesta di Evans rappresenta l'America nera degli emarginati ed è necessaria non solo a fare luce sul caso di Mumia Abu Jamal ma anche a ricordare tutti gli innocenti condannati ingiustamente e i caduti in terra democratica.


Ravvivato da una grafica geniale quanto funzionale alla narrazione (realizzata dalla Foreign Office) e dalle canzoni di Snoop Dogg e le musiche di Davidge e Del Naja dei Massive Attack, il documentario che vede Colin Firth alla produzione e Amnesty International alla paternità (è il primo film che adotta), è un ritratto intenso e sconvolgente di un'America terra di menzogne e ipocrisia.

 

trailer:

 



Bordertown

17:00, Saturday 17 March 2007 .. Inviato inCinema dei diritti .. 0 commenti .. Link


La città di Juarez, al confine tra Messico e Stati Uniti, è una delle principali vittime del BAFTA, il trattato che avrebbe dovuto portare lavoro nello stato latinoamericano limitando l'immigrazione negli States. Qui un personale a prevalenza femminile produce televisori, computer… che verranno poi venduti a prezzi contenuti negli Usa e nel mondo. Queste donne, in gran parte giovani, godono di poche garanzie sul piano lavorativo, e di nessuna su quello della dignità della persona. Centinaia di loro sono state infatti rapite, stuprate e uccise senza che le autorità locali andassero oltre le formalità di rito.
Gregory Nava, regista che afferma di essere nato nell'unica area al mondo in cui il Primo e il Terzo Mondo confinano, ha deciso di raccontare una storia di violenza quotidiana partendo da uno dei tanti casi venuti alla luce. Ci sono voluti sette anni perché il progetto divenisse un film finito; nel frattempo dinanzi ai due 00 i numeri delle vittime aumentavano: 3-4-5…
La polizia è stata più di ostacolo che di aiuto, e le difficoltà e le minacce nel corso delle riprese non sono mancate. [link]

Amnesty International sostiene Bordertown e ha premiato Jennifer Lopez, con il riconoscimento "Artists for Amnesty".


Blood Diamond – Diamanti insanguinati

19:32, Thursday 1 March 2007 .. Inviato inCinema dei diritti .. 0 commenti .. Link




Blood Diamond
, uscito in Italia all’inizio di quest’anno, parla della tratta insanguinata di diamanti dalle zone di guerra. La storia si svolge in Sierra Leone, durante la guerra civile degli anni Novanta, in cui il paese si è diviso tra il governo e la guerriglia del RUF (Revolutionary United Front). All’inizo del film i guerriglieri attaccano un villaggio e il pescatore Solomon Vandy (Djimon Hounsou) viene separato dalla sua famiglia e diventa un loro schiavo. Egli, mentre lavora nella miniera di diamanti, trova un grande diamante rosa, lo nasconde nel campo del RUF, ma il capo Captain Poison capisce cosa ha fatto Solomon e gli ordina di darglielo. Essi vengono, però, interrotti da un attacco del governo, ed entrambi sono costretti al carcere. Solomon incontra così Archer (Leonardo di Caprio), un contrabbandiere di diamanti, che capisce le minacce di Captain Poison e che Salomon ha trovato e nascosto un grande diamante. Archer convince Solomon di fargli vedere dove l’ha nascosto, promettendogli di aiutarlo a salvare la sua famiglia. Mentre cercano di arrivare alla miniera dove si trova il diamante, scoprono che Captain Poison ha forzato Dia, il figlio di Solomon, a diventare un soldato bambino.
Nel film incontriamo anche la giornalista Maddy Bowen
, di cui Archer si innamora. Maddy, parlando con Archer, cerca di ricavare informazioni sul contrabbando di diamanti, e scoprire i nomi dei trafficanti. Egli è sempre molto misterioso e non dice niente,  finché in una scena, Maddy non sa cosa scrivere per un articolo, tranne che le solite storie di guerra, morte e tragedia. Quindi, Archer rimane toccato e le svela alcune informazioni. In seguito le consegna la sua agenda personale con i nomi dei venditori e compratori di diamanti. Maddy inizia una ricerca sulla tratta dei diamanti insanguinati che finisce in un processo contro i grandi responsabili.
È un film assai commovente, e anche per una persona impassibile è difficile trattenere le lacrime. È pieno di scene forti e drammatiche in rapida successione. Ci ricordano sempre che per molte persone una vita non vale niente; le uniche cose che valgono sono i soldi (diamanti) e le armi. Solomon è però pronto a fare tutto il possibile per salvare la sua famiglia, e seguiamo la sua lotta con pantimento. Inoltre gli attori sono bravissimi e verosimili.


Blood Diamond è sostenuto da AI, ed è importante per sensibilizzare il pubblico sulla problematica della tratta di diamanti insanguinati, che vengono venduti per finanziare le guerre. Inoltre le imprese di gioielli si sono sottratte dalla responsibilità della continuazione e dello sfruttamento dei conflitti. Come consumatore si può contribuire richiedendo la garanzia che il diamante comprato non provenga da conflitti.

 

Fonti: WarnerBros



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